Blog della striscia umoristica "Esu", di Carlo Coratelli e Eros Righetti. Creata da Carlo Coratelli e Davide Zamberlan
Creato dal disegnatore Will Gould nel 1934 e pubblicato a partire dal Marzo dello steso anno sui quotidiani statunitensi grazie al King Features Syndicate, Red Barry era il protagonista di una tra le migliori serie poliziesche di quegli anni, che si contraddistingueva, oltre al fatto di essere molto avvincente, anche per la dose eccessiva di violenza, che lo vedeva contrapposto a contrabbandieri, gangster e assassini di ogni genere. L'autore creò il personaggio dopo aver partecipato a un concorso indetto dal King Features per la realizzazione di Agente Segreto X-9, che fu poi vinto da Alex Raymond.
Lo stile del disegnatore, connotato da un forte tratto caricaturale, piacque così tanto ai dirigenti dell'agenzia che visionarono le sue tavole, da affidare a Gould la realizzazione di una striscia poliziesca da contrapporre al Dick Tracy di Chester Gould (nessuna parentela esisteva tra i due autori). Il 19 Marzo 1934 Red Barry fece quindi la sua comparsa assieme ai comprimari che avrebbero affiancato il protagonista nelle sue avventure, tra questi l'Ispettore Scott, il piccolo Ouchy Mougochi e la giornalista Mississipi (In Italia ribattezzati rispettivamente con i nomi di Morris, Occi Mucci e Lea). Fin da subito,è abbastanza evidente la professonalità di Gould non solo ai disegni ma anche nell'elaborazione dei testi della striscia, l'autore infatti caratterizza in maniera completa e senza sbavature ogni personaggio, riuscendo al tempo stesso a costruire ottime storyline dense di colpi di scena, e connotate da una forte dose di azione. Come scrisse anni dopo Pier Carpi all'interno di un albo della serie "L'olimpo dei fumetti" dedicata a Red Barry, l'abilità di Gould era quella di saper tratteggiare i ghetti, i quartieri malfamati e tutto l'ambiente che circondava quell'area di povertà e di emarginazione tipica degli anni '30: "...I suoi squallori da malavità in disarmo, coi suoi resti della grande astinenza proibizionistica. Soprattutto negli strati della miseria degli immigrati, dove nascono le tentazioni teppistiche e poi ladronesche, dove germoglia in ogni moccioso il sogno di diventare un Piccolo Cesare..." .
Tutto questo era possibile grazie anche a un idea che Gould ebbe, e cioè quella di fare immediatamente di Red Barry un poliziotto sotto copertura inviato a infiltrarsi nella malavità locale, e le cui missioni quindi avevano un livello di pericolosità molto forte, capace quindi di lasciare il lettore senza fiato ogni volta che il protagonista iniziava una nuova indagine.
Col passare del tempo, la dose di violenza all'interno della striscia, che Gould utilizzava come riflesso realistico degli Stati Uniti di quegli anni, iniziò ad allarmare i dirigenti del King Features, i quali giudicavano il tutto fin troppo diseducativo. L'apice fu raggiunto con la creazione di un villain che avrebbe di certo colpito Bob Kane, l'autore di Batman. Si trattava infatti di Judge Jekyll, un ex magistrato trasformatosi in un sanguinario killer, la cui comparsa gettò nel panico l'agenzia, che chiese a Gould di modificare o ridimensionare l'impianto della serie. Dopo numerosi bracci di ferro con il King Features, che secondo alcuni videro agire in prima persona William Randolph Hearst, la serie venne sospesa in maniera forzata, con la chiusura delle strisce quotidiane il 9 Agosto0 1937, mentre quelle domenicali finirono qualche settimana dopo, ovvero il 17 Luglio 1938. Nonostante la chiusura, il personaggio continuò per qualche periodo le sue avventure a livello cinematografico, con un serial in 13 episodi interpretato dall'attore Buster Crabbe.
Will Gould lasciò definitivamente il mondo del fumetto, e dopo aver combattutto nella 2a Guerra Mondiale, entrò nel mondo del cinema e soprattutto della televisione ("Lassie") realizzando sceneggiature . Ritiratosi negli anni '60, morì nel 1984.
In Italia Red Barry, noto come Bob Star, è stato pubblicato dalla Nerbini all'interno dell'Avventuroso, dalla Sugar Editore, e dalla rivista Exploit Comics.
Nel 1943, il disegnatore Roy Crane, creatore delle avventure comico/avventurose di Captain Easy e del suo occhialuto amico Wash Tubbs, abbandonò la striscia nelle mani del collega Leslie Turner per iniziarne una del tutto nuova, di cui mantenerne pienamente i diritti e di cui curarne la distribuzione. Il 1 Novembre di quello stesso anno prende il via infatti per il King Features Syndicate Buz Sawyer, strip incentrata sulle vicende del pilota di Marina John "Buz" Sawyer, coinvolto in prima linea nel pacifico contro le truppe giapponesi, affiancato quasi sempre dal suo amico, il mitragliere Rosco Sweeney.
Sopra: una striscia di Buz Sawyer del 1944
Dalla mascella quadrata, simpatico e affascinante, sempre pronto all'azione e a menare le mani, il protagonista Buz Sawyer è un eroe tutto d'un pezzo,Un personaggio adattissimo alle storie descritte da Crane, fortemente ideologizzato e dalle sfumature conservatrici, che sarebbero poi aumentate col finire del conflitto e l'inizio della guerra fredda.
Dopo un breve periodo come avventuriero assieme all'amico Rosco, in cui lo vediamo battersi contro avversari come mercenari e contrabbandieri, Sawyer entra in seguito nella CIA mantenendo però la divisa della marina militare degli Stati Uniti, e coronando il suo sogno d'amore con l'eterna fidanzata Christy Jamison, da cui avrà un figlio, Pepper. Col passare degli anni, l'impegno militare del protagonista si riduce e Crane lo trasforma così, sul finire degli anni '70, in investigatore privato, affiancato da uno staff composto, tra gli altri, dai colleghi e amici Izzy e Go Go.
Le vicende investigative di Sawyer mantengono alto l'interesse dei lettori, anche perchè Crane fa sì che queste si intreccino più di una volta a quelle private dell'eroe, con il coinvolgimento del figlio Pepper (cresciuto e partito per l'Università) e della moglie Christy.
Da segnalare che tra questi comprimari, il fedele Rosco Sweeney, un bugiardo incallito ma al tempo stesso un brav'uomo, divenne così popolare che Crane decise di promuoverlo protagonista delle tavole domenicali di Buz Sawyer, che furono successivamente realizzate da Clark Haas e in seguito da Al Wenzel, collaboratori di Crane.
Tavola domenicale di "Buz Sawyer" con protagonista Rosco Sweeney
L'atmosfera della serie agli esordi è densa di tensione, suspense ma anche di un sapiente umorismo che l'autore aveva ereditato dalla sua precedente serie e che in Buz Sawyer si mescola perfettamente al quadro narrativo, grazie alla professionalità di Crane, la cui padronanza dello storytelling si fa subito notare, con testi mai noiosi e ripetitivi, accomunati da disegni in cui il suo tratto caricaturale, misto all'attenzione per i particolari, diverrà sul finire della carriera uno stile indimenticabile e ancora oggi insuperato che li valse, nel 1950, il Reuben Award dalla National Cartoonist Society e che anche Rinaldo Traini ricorda in uno dei pochi volumi dedicati a questa serie, descrivendo con poche ma importanti parole la bellezza e il fascino delle tavole realizzate da Crane: "...vi riversò tutta la sua sapienza figurativa arricchita da una raffinatissima tecnica di chiaroscuri ottenuti con colpi di pennello e dall'uso di retini adesivi".
E il termine "sapienza figurativa" non è certamente esagerato se si vanno a guardare le tavole di Buz Sawyer in cui Crane mostra i combattimenti aerei in cui coinvolge il protagonista, tavole in cui l'autore riversa emozioni, donando al tutto una atmosfera dove il realismo la fa da padrone.
Col passare degli anni, le strisce di Buz Sawyer si mantengono a un livello qualitativo altissimo, Crane infatti continua a realizzare le avventure del suo personaggio, affiancato da molti collaboratori che lo stesso Crane supervisiona fino al 1960, anno in cui smette di disegnare la serie per problemi di salute sempre più gravi, nonostante la sua firma continui ad apparire in calce alla strip. Alla morte dell'autore, avvenuta nel luglio del 1977, la strip viene continuata dagli assistenti Edwin Granberry e Hank Schlensker, che la continuano per altri dieci anni fino al 1987, anno in cui entrambi si ritirano. A proseguire le avventure dell'ex pilota viene quindi chiamato John Celardo ma oramai la strip ha esaurito totalmente la sua verve e chiude due anni più tardi.
In Italia, le avventure di Buz Sawyer sono state pubblicate su alcuni numero della rivista "IL Mago", mentre da comprare assolutamente è il volume della Sugar Edizioni, facente parte della collana "L'olimpo dei fumetti", con alcune storie del 1970 e in cui si può ammirare la qualità del lavoro di Crane. Più recente invece, un volume edito dalla ANAFI intitolato "Buz Sawyer: Alla ricerca di Wild Bill Daniels".
Nuovo appuntamento con Classic Strips, in questo aggiornamento parliamo di Dick Tracy. Per la prossima puntata, aspetto richieste.
Oltre a essere il capostipite del genere poliziesco nei fumetti, Dick Tracy è da sempre, fin dal 4 Ottobre 1931, data della sua prima apparizione in una tavola domenicale (il 12 Ottobre, invece, con la prima striscia giornaliera) un personaggio tutto d'un pezzo. Grazie al suo autore Chester Gould, ha portato nelle comic strip due ingredienti fondamentali che ne hanno decretato il successo: realismo e violenza. Nell'epoca del proibizionismo e della grande depressione, quando il gangsterismo, con personaggi come Al Capone, imperversava facendo degli Stati Uniti un paese insicuro, un talentuoso disegnatore di Pawnee (Oklahoma) di nome Chester Gould da tempo cercava di presentare una striscia al quotidiano Chicago Tribune. Riuscì a far breccia con alcune strip che l'autore aveva chiamato "Plainclothes Tracy", ovvero "Tracy poliziotto in borghese", poi ribattezzato Dick Tracy, sia per accorciare il titolo della striscia sia perché "dicks" era il gergo con cui venivano chiamati gli agenti in borghese. Il protagonista, che incarnava in sé tutti quei sentimenti di giustizia che gli americani chiedevano in un tempo in cui la criminalità organizzata la faceva da padrone, fece subito presa sui lettori, divenendo presto un grandissimo successo.
Di ambientazione prettamente urbana, quella della metropoli, le storie di Dick Tracy hanno uno schema fisso, mai noioso, strutturato da Gould in maniera tale che la tensione e l'azione non manchino mai: un omicidio o un fatto criminoso, la presentazione del delinquente di turno, le indagini di Tracy e dei suoi collaboratori, l'inseguimento e la conclusione della vicenda, molte volte cruenta, in cui il cattivo paga amaramente la sua devozione al crimine. Dense di particolari, le strisce disegnate da Gould si fanno subito notare per il loro taglio cinematografico. Le vignette sembrano infatti vere e proprie inquadrature. Il tratto dell'autore, espressionistico e allo stesso tempo classico, affascinante e coinvolgente, regala al lettore dei piccoli capolavori disegnati, che hanno nei "villain" e nella descrizione dei metodi investigativi il loro esempio più forte.
A conferma del realismo di questa serie le tecniche della polizia trovarono, affianco al titolo all'interno delle tavole domenicali, un piccolo spazio denominato "Crimestoppers", dove Gould, laureatosi in legge nel 1923, descriveva, grazie alla sua frequentazione dei laboratori di criminologia, e soprattutto grazie all'aiuto di A.A. Valanis, un poliziotto in pensione, i più recenti ritrovati tecnici e scientifici usati nelle investigazioni oppure semplicemente insegnava o suggeriva come difendersi dai malviventi. Tra gli oggetti tecnologici esibiti rimane mitica la tv da polso, una sorta di precursore del videotelefonino, usato da Dick e i suoi colleghi per comunicare.
La prima striscia di "Dick Tracy"
La mascella quadrata, il naso aquilino, il profilo diventato oramai storico, l''inconfondibile impermeabile, Dick Tracy si presenta la prima volta in una tavola del 1931 come un normale cittadino che aiuta la polizia a identificare un rapinatore. E' solo una apparizione ancora da comparsa che anticipa l'avvio, il 12 Ottobre 1931, della striscia quotidiana e della sua prima, vera avventura. Una sera, Dick Tracy e la sua ragazza, Tess Trueheart, si recano a cena dai genitori di lei per annunciare il loro fidanzamento. Due malviventi entrano in casa per compiere una rapina, uccidendo il padre di Tess che aveva tentato una reazione e rapendo la ragazza. Deciso a vendicare l'uccisione dell'uomo e a ritrovare la fidanzata, Tracy non ci pensa due volte ad arruolarsi, su proposta del capo Brandon, in polizia, affrontando il suo primo avversario Big Boy e riuscendo poi nell'intento di liberare Tess.
Dotato di una grande intuizione, pronto a rispondere alla violenza con la violenza, Dick Tracy è anche un personaggio dalla forte carica umana. Attento sempre a proteggere i meno fortunati, assurgerà a simbolo di giustizia, data anche la sua caparbietà nel cacciare e assicurare alla legge i numerosi criminali che si è trovato davanti nel corso di oltre 70 anni di carriera investigativa e fumettistica. Torturato e ferito innumerevoli volte, non riusciranno mai a fermare la sua sete di giustizia e verità.
Tanti, tantissimi, crudeli ma soprattutto bruttissimi sono i villain con cui il detective si è confrontato, così orrendi da far invidia a Lombroso, fondatore dell'antropologia criminale. I cattivi che si sono succeduti nella strip si distinguono per la loro eccentricità e per l'aspetto, a cui è legato quasi sempre il loro nome, o meglio il soprannome. Alcuni esempi: Little Face Finny (1941) per il suo viso enorme, o Pruneface (1943) dal volto deforme e grinzoso. I villain creati da Gould sono un'altra delle chiavi del successo della serie. Le caratterizzazioni grafiche, metafora della loro malvagità, ne hanno fatto dei protagonisti inconfondibili. Il killer Flattop, apparso nel 1944, divenne così popolare che i lettori mandarono telegrammi e mazzi di fiori quando l'autore decise di farlo morire, chiedendo addirittura una degna sepoltura. Gould arrivò poi a far comparire nel 1956 un figlio, Flattop Jr., preciso al padre, anche lui criminale di professione che morirà dopo un avvincente sfida con le autorità nel Novembre dello stesso anno.
Nei primi 20 anni di vita della striscia sono stati più di un centinaio. Tra questi i più popolari sono: Breathless Mahoney, Mole, Shakey, Mumbles, Sketch Paree, Rhodent, Brow, Doc Hump, Itchy, Wormy, 88 Keyes, B-B Eyes, Big Frost.
Molti invece sono i personaggi che ruotano attorno al famoso Detective: tra i suoi collaboratori, quelli che lo aiutano nelle sue indagini, Capo Brandon è il primo vero comprimario, il capo della polizia. Pat Patton, ex-commerciante di acciaio, migliore amico e da sempre al fianco di Tracy,inizialmente non aveva molte simpatie per Dick. In molte tavole domenicali del 1932 (pubblicate in Italia su Exploit Comics 32) traspariva la sua invidia per la bravura intuitiva del collega, tanto che Pat ripeteva spesso di non essere fatto per stare in polizia. Con il tempo sono diventati grandi amici collaborando e salvandosi la pelle a vicenda. Pat in seguito prenderà il posto di Brandon come capo della polizia.
Junior è un ragazzino orfano e monello di strada che Tracy salva togliendolo dalle grinfie di un uomo che se ne serviva per commettere piccoli crimini. Verrà poi adottato dal protagonista prendendo il nome di Dick Tracy Junior. Coinvolto nei casi del detective, rapito anche alcune volte dai criminali, negli anni è cresciuto per poi sposarsi, nel 1964, con Moon Maid, una ragazza con strani poteri proveniente dalla luna, un accenno fantascientifico questo che continuerà per qualche tempo, portando Tracy a divenire addirittura il capo della sicurezza della Luna, una virata fantascientifica dovuta, secondo molti, a un periodo di stanchezza dell'autore e che si concluderà nel 1978 qundo Moon morirà in un attentato dinamitardo diretto contro il suocero. Junior si consolerà con Sparkle Plenty, che sposerà qualche anno più tardi.
Fin dall'inizio della serie la fedele compagna di Dick Tracy, Tess Trueheart, dopo un fidanzamento durato ben 18 lunghi anni, si sposa con Dick nel 1949, un unione da cui avranno due figli: Bonnie Braids nel 1951 e Joseph Flintheart nel 1979. Il 7 Febbraio del 1993, in un anno considerato turbolento per il mondo del fumetto, Tess decide di divorziare dal marito, stanco dell'attaccamento di questi più al lavoro che alla famiglia. In seguito i due torneranno insieme festeggiando nel 1999 il loro cinquantesimo anniversarrio di matrimonio.
Tra i collaboratori dell'investigatore sono da segnalare Sam Catchem e la indomita Lizz, il primo apparso nel 1949, la seconda ne 1955, anch'essi grandi amici e collaboratori di Tracy, tutt'ora presenti nella striscia.
Altri comprimari fondamentali sono B.O Plenty e Gravel Gertie. Curioso notare che il primo esordì nella lunga serie di strisce che vide Tracy confrontarsi con Breathless Mahoney, di cui B.O. fu l'assassino, per poi divenire, nel corso degli anni un fedele amico di Tracy, sposando poi Gravel Gertie e vivendo alcune singolari avventre, l'ultima delle quali nel corso del 2006, che li ha visti coinvolti in un complotto del terrorista Al-Kinda teso a fare esplodere una bomba sul Capitol Dome a Washington, e venendo alla fine premiati dal Presidente degli Stati Uniti per il loro aiuto nelle indagini.
Dopo il ritiro di Gould, avvenuto nel 1977, la serie viene continuata dai suoi assistenti Max Collins (testi) e Dick Fletcher (disegni), che alla morte verrà sostituito da Dick Locher, il quale continua tutt'ora la striscia dopo la morte del collega Mike Killian, mantenendone inalterato lo spirito, anche se non all'altezza del compianto Chester Gould, scomparso nel 1985. Nel 2001, quando la serie ha festeggiato il suo 70° anniversario, Dick Tracy è apparso addirittura come ospite speciale in una tavola domenicale di "Gasolyne Alley", striscia famosissima in Usa attualmente continuata da Jim Scancarelli. Qualche mese fa, in occasione del 75° anniversario, ancora una volta Scancarelli ha omaggiato il detective facendolo apparire in una sequela di strip a stretto contatto con i protagonisti di "Gasolyne Alley", mentre anche Jack e Carole Bender, autori di "Alley Oop", hanno fatto comparire Tracy all'interno della strip.
Qui sotto: la striscia realizzata da Dick Locher in occasione del 75° anniversario della serie e una recente tavola domenicale in cui Tracy affronta il Dottor Froid, ultimo villain in ordine di tempo.
Dick Tracy ha avuto numerosi adattamenti per la radio e la televisione. Molte sono state anche le trasposizioni per il grande schermo tra le quali la più famosa, e forse la più romantica, è quella di Warren Beatty. Non bisogna però dimenticare i precedenti attori che diedero il loro volto al detective, primo fra tutti Ralph Byrd, somigliantissimo all'eroe di Gould e protagonista di numerosi film ispirati al fumetto e trasmessi in Italia sulle reti Rai.
Quando la RKO lo sostituì con il meno prestante (e somigliante) Morgan Conway, scattò una così vivace protesta che la major dovette richiamare Byrd, che interpretò Dick Tracy anche nella serie televisiva del 1951, prima di essere stroncato, a soli 43 anni, da un infarto.
Nel nostro paese, le strisce con protagonista l'impavido poliziotto sono state pubblicate su "Linus", "Il Mago", "Exploit Comics" mentre numerose sono state le raccolte realizzate negli anni, tra queste da segnalare il bellissimo libro della Rizzoli-Milano Libri edito nel 1975 e più volte ristampato, un volume facente parte della serie "L'olimpo dei fumetti" della Sugar Editore.
E' infine da ricordare, poi, che Dick Tracy è stato l'unico personaggio dei fumetti a essere parodiato in un'altra striscia: Al Capp creò infatti, all'interno di Li'l Abner, il poliziotto Fearless Fosdick, lettura preferita del campagnolo di Dogpatch. Per Fosdick vi consigliamo i due libretti della Milano Libri Edizioni usciti nel 1970.
A 82 anni dalla sua prima apparizione, "Little Orphan Annie" vive ancora oggi negli States un successo immutato, mentre in Italia, purtroppo, non è mai stata apprezzata pienamente sia dai lettori che dalla critica specializzata per alcune ragioni che analizzeremo nel corso di questa scheda che apre un nuovo aggiornamento di "Classic Strips". La prossima settimana toccherà a "Dick Tracy", che pochi mesi fa ha compiuto 75 anni.
Da alcuni anni assistente di Sidney Smith nel ruolo di letterista della popolarissima serie "The Gumps"; Harold Gray, nativo dell'Illinois, maturava da tempo l'idea di una strip tutta sua, incentrata sulle vicissitudini di un orfano di nome Andy (anche se alcuni ritengono che il nome fosse Otto) che presentò poco tempo dopo a Joseph Medill Patterson, famoso editore il cui acume per le strisce di successo era noto, a cui lo stile di Gray piacque molto anche se l'unico difetto era la presenza, a quel tempo, di numerose strip aventi come protagonista un bambino, cosa questa che non brillava per originalità agli occhi di Patterson, il quale suggerì all'autore di mettere una gonna al personaggio e di ribattezzarlo "Little Orphan Annie". Un condiglio ben accolto da Gray, che anni più tardi avrebbe dichiarato in un intervista che quel suggerimento aveva risparmiato la creazione di parenti inutili e di legami familiari, rendendo Annie un personaggio libero di fare quel che voleva. "Little Orphan Annie" esordì così il 5 agosto 1924 all'interno di una speciale edizione rosa del New York Daily News, ottenendo in pochi mesi una popolarità straordinaria, tanto che un anno dopo, per l'esattezza il 27 Ottobre 1925, quando il Chicago Tribune per un errore di stampa omise la strip giornaliera della piccola orfanella, la redazione fu sommersa da telefonate, telegrammi e centinaia di missive di protesta dei lettori, desiderosi di spiegazioni. Una reazione che fece correre ai ripari la direzione del giornale, tanto che il giorno seguente furono due le strip firmate Gray pubblicate nella pagina dei comics.
L'ambiente in cui si svolgono le storie di Annie è quello dell'America rurale e conservatrice degli anni '20/'30, una "scenografia" che il disegnatore riesce a tratteggiare in maniera superba, con un disegno denso di particolari ma anche grazie a dei dialoghi completi e mai noiosi che fanno di Gray un ottimo narratore, capace di trascinare il lettore nel seguire Annie e le sue vicende, che ricalcano come stile i vecchi romanzi d'appendice se non addirittura quelli di Charles Dickens (alcune strip però hanno poi fatto incursione addirittura nel fantasy), e in cui gli ingredienti, dosati da Gray con arguzia e professionalità, sono quelli del romanticismo, della suspense e in cui i temi dominanti sono quelli del bene, della giustizia, e del non arrendersi mai. La protagonista infatti, nonostante le avversità che deve affrontare, non si dà mai per vinta, Annie infatti racchiude in sè una forza di carattere inamovibile, anche di fronte alla sfida più ardua. Accompagnata dal fedele cane Sandy, con cui si confida sempre, la seguiamo in giro per gli Stati Uniti intenta a trovarsi un lavoro (in alcune strip degli anni '30 farà addirittura l'attrice) a scagionare un innocente, smascherare truffatori e far innamorare due sconosciuti. Descritte così, le strip di Annie possono apparire dolciastre, strappalacrime, ma la mancanza di banalità che le contraddistingue e la passione che Gray costruisce al loro interno, assieme a quelli occhi sempre vuoti dei protagonisti, ne fanno una striscia unica nel suo genere, anche attraverso le evoluzioni che l'hanno colpita, soprattutto negli ultimi anni.
Oltre ad Annie e al cagnolino Sandy, molti sono i personaggi della serie, tra questi il primo che bisogna citare è certamente Daddy Warbucks. Miliardario (possiede la cifra esatta di 10 zillioni di dollari), Warbucks, oltre ad essere un noto e generoso filantropo è anche il padre adottivo della dolce Annie, con cui negli anni ha vissuto numerose avventure e da cui si è anche separato spesso, per via degli affari che lo vedono alla guida delle sue industrie. Ciò però non toglie che sia un ottimo padre adottivo per Annie, che ama come se fosse la sua vera figlia.
Assistente e amico di Warbucks è invece Punjab: apparso per la prima volta nel 1935, questo comprimario fu la prima introduzione "soprannaturale" operata da Gray all'interno della striscia in alcune storie dal tratto fantasy che si sarebbero ripetute anche in seguito. Sempre con indosso un turbante, Punjab è infatti dotato di straordinari e misteriosi poteri, oltre che di una grande conoscenza. Assieme a lui sarebbe poi comparso un altro strano character, il tenebroso Asp, un altro valido assistente di Warbucks, anch'esso dotato di unusuali poteri, soprattutto inerenti la magia. Sempre in tema di stranezze, nel 1937 Gray introdusse Mr. Am, un personaggio che all'interno della striscia ha sempr significato, per i fan, un vero e proprio punto di domanda. Per molti quest'uomo, dall'aria saggia e con la lunga barba che all'interno della serie ha il compito, quando appare, di far comprendere ad Annie la natura del mondo in cui essa vive, sarebbe la rappresentazione, da parte di Gray, di Dio, una vera e propria guida spirituale e filosofica che Gray introdusse senza però mai spiegarne le origini vere e proprie, e alimentando così il mistero.
Acquisto più recente infine, in quanto apparsa nel 2000, è Amelia Santiago. Un avventuriera di origini sudamericane, oltre che valida pilota di aerei, con cui Annie sta vivendo da alcuni anni, le avventure più belle della sua storia fumettistica, anche grazie alla coppia di autori che attualmente cura la strip.
Assisitito da Robert Leffingwell, suo cugino nonchè autore del meno fortunato "Little Joe", Harold Gray continuò a disegnare e scrivere "Little Orphan Annie" sino al 1968, anno della sua morte. A curare la strip li succedette in seguito Philip Blaisdell, che nel disegno e nei testi si mantenne fedele allo spirito della serie che però venne sospesa nel 1974, e sostituita con la ristampa delle vecchie strisce realizzate da Gray. La cosa però non durò molto in quanto il successo del musical basato sul fumetto convinse l'agenzia a riprendere Annie, che, affidata a Leonard Starr, autore della celebre "Mary Perkins" visse una nuova giovinezza con un nuovo titolo, il più semplice ediretto "Annie". Ritiratosi per motivi di salute nel 2000, Starr fu sostituito dai giovani (e bravi) Jay Maeder e Andrew Pepoy, a cui in seguito sarebbe subentrato ed Slampyak, i quali la continuano tutt'ora (qui sotto potete ammirare una loro recente tavola domenicale) con storie avventurose in mondi fantastici e leggendari, tra i quali attualmente la mitica Atlantide.
In Italia il personaggio creato da Gray è stato quasi completamente ignorato. Da citare però i due volumi della serie "Eureka Pocket" editi dall'Editoriale Corno, con all'interno le strip di Harold Gray e di Leonard Starr.
Nuovo appuntamento con "Classic Strips". Come promesso questa volta parliamo di "Arcibaldo & Petronilla". La prossima settimana appuntamento con un altra delle mie strip preferite, che segu o tutt'ora nella versione originale: Little Orphan Annie.
Creata da George McManus e apparsa per la prima volta il 12 Gennaio 1913, "Bringing Up Father" (letteralmente "educando papà") narra le vicissitudini dei coniugi Jiggs e Maggie, da noi noti da sempre come Arcibaldo e Petronilla, due immigrati irlandesi che improvvisamente, dopo una vita passata l'uno come muratore e l'altra come lavandaia, diventano benestanti grazie a una fortunata vincita alla lotteria. È il grande mito americano, quello del povero qualunque che ha l'opportunità di arricchirsi.
In questo contesto di cambio di classe sociale, McManus (che aveva già provato la carta della striscia familiare con "The Newlyweds") innesca tutta una serie di situazioni, disavventure e gags che faranno la fortuna della strip, divenuta con il passare del tempo il simbolo, fumettistico, dell'eterna lotta fra i sessi, ma anche lente d'ingrandimento delle contraddizioni della società americana: Arcibaldo infatti percepisce la ricchezza acquisita come un mezzo per vivere di rendita, preferendo però continuare nella sua vita di prima, mentre Petronilla la vede come l'occasione per entrare finalmente nella grande società e per trasformare il marito in un vero gentleman.
Elegante, raffinato, caricaturale ma al tempo stesso splendido, lo stile di McManus è ancora oggi uno dei più fulgidi esempi di arte fumettistica. Le strisce di Arcibaldo e Petronilla sono contornate da uno stile liberty e Art Decò. I mobili e gli sfondi in cui si muovono i personaggi sono lo specchio degli anni in cui le vicende si svolgono. Le ragazze disegnate dall'autore sono vere e proprie bellezze senza tempo. A tutto questo si aggiunge un tratto di bizzarria e i toni surreali che fanno da sfondo, come, ad esempio, dipinti appesi al muro da cui fuoriescono degli omini. Uno stile unico e irripetibile. I numerosi autori che si occuparono della strip dopo la morte di McManus cercarono invano di imitarlo, ma con uno stile semplicistico, molto meno dettagliato e raffinato, senza mai raggiungere la bellezza e la profondità delle sue tavole.
Grassoccio, differente in tutto e per tutto dalla moglie, dopo la ricchezza acquisita Arcibaldo (Jiggs nella versione originale) non cambia per niente il suo stile di vita. Indossa ovunque clilindro, panciotto e cravatta ma all'alta società preferisce di gran lunga trovarsi in bar con i vecchi amici di un tempo, tra bevute, partite a carte, chiacchierate e soprattutto belle ragazze. Con un occhio sempre chiuso fa il verso ad una tipica espressione di disappunto e stizza di certe figure, poliziotti e maggiordomi, del cinema muto.
Costretto innumerevoli volte dalla moglie e dalla bella figlia Nora a comportarsi come un vero signore e a frequentare gli ambienti della borghesia, Arcibaldo finisce inevitabilmente per cacciarsi nei guai, litigando sempre con Petronilla, instancabile nel voler cambiare l'atteggiamento del marito.Protagonista assoluto della striscia, Arcibaldo mantiene intatto il carattere che aveva prima di diventare ricco. La sua sincerità, a volte un po' grezza nei confronti dei milionari e dell'ambiente che lo circondano, non appare come un difetto, ma, al contrario, è uno dei suoi punti forti.
Alta e magra, testarda e prepotente nei confronti del marito, Petronilla (Maggie) si adatta immediatamente alla nuova vita, conversa amabilmente con ricche signore, organizza cene e feste, diventa una snob in tutto e per tutto. È un'arrivista ma sotto le apparenze e il contegno signorile perdura, riconoscibile come per gli altri personaggi della famiglia, una discreta ignoranza e un modo di fare rozzo. Sempre arrampicata sui tacchi e con improbabili cappellini appare un po' goffa e pacchiana. Il suo obiettivo principale resta quello di educare il marito Arcibaldo ai fasti della ricchezza. Petronilla deve, a tutti i costi, riuscire nel suo intento di assurgere a un elitè, conquistare un ruolo sempre negato e desiderato. Un traguardo di rispettabilità purtroppo allontanato ogni volta dai guai causati dal marito.
Il vero e unico comprimario della strip è Nora, la figlia di Arcibaldo e Petronilla, bella e graziosa, tratteggiata graficamente da McManus in maniera del tutto simile alla bella mamma della strip "The Newlyweds". Compare di tanto in tanto, osservatrice delle peripezie dei genitori, è la più tranquilla della famiglia e forse anche l'unica ad essersi totalmente abituata al nuovo stile di vita.
Assieme a Nora però non si possono dimenticare i vecchi amici di Arcibaldo con cui questi passa la maggior parte del tempo nel vecchio bar. I nomi sono in gran parte sconosciuti ma la loro è una presenza quasi costante, anche perché unico rifugio per il vecchio Arci dalle stranezze della vita mondana.
Dopo la morte di McManus, avvenuta nel 1954, il King Features affidò a Vernon Greene la continuazione della striscia, decisione questa che fu contestata dai lettori che preferivano che a occuparsene fosse Zeke Zekley, collaboratore fisso di McManus fin dal 1930.
Affiancato da Frank Fletcher e Bill Kavanagh, i quali si occupavano della realizzazione della tavola domenicale, Greene disegnò la striscia fino alla sua morte avvenuta nel 1965, quando li succedette Hal Campagna (il quale si firmava 'Camp') che assieme a Kavanagh continuò la strip fino al 1980, anno in cui subentrò Frank Johnson, uno degli autori di "Boner's Ark", una comic-strip ideata da Mort Walker, il creatore di Beetle Bailey.
La striscia ormai ha perso molto della sua freschezza originale, e lo stile di Johnson (che potete osservare in una sua strip qui sopra) che solo in parte ricalca quello di McManus, appare troppo moderno per un fumetto che ha risentito soprattutto del cambio dei tempi. Le strip di Johnson rendono infatti la serie irriconoscibile agli occhi dei lettori che stentano a riconoscere in un magro e appassito Arcibaldo il personaggio creato da McManus, mentre i richiami allo stile liberty sono da tempo scomparsi dalla striscia. "Bringing up Father" continua così stancamente fino alla sua chiusura, avvenuta il 28 Maggio 2000, risultando così la striscia più longeva di tutti tempi.
Le strisce di Arcibaldo e Petronilla sono state pubblicate in Italia sul "Corriere dei piccoli" con le didascalie in versi e su "Topolino" dal 1945 nella versione normale con i balloons. Esiste anche un volume della serie Oscar Mondatori dal titolo "Arcibaldo & Petronilla" con prefazione del compianto Oreste Del Buono che risulta però introvabile (ma che il sottoscritto possiede ;) ). Inoltre le strip firmate da Hal Campagna e Bill Kavanagh sono state pubblicate per un lungo periodo all'interno della rivista "Eureka", mentre quelle di McManus risalenti agli anni '50 sono apparse su "Il Mago". Diverse sono state le trasposizioni sul grande schermo sin dall'epoca del cinema muto: cartoni animati ma anche commedie con attori in carne e ossa, tra i quali lo stesso George McManus.
Secondo aggiornamento di "Classic Strip", l'appuntamento del venerdì con la storia delle strisce che hanno fatto la storia del fumetto sindacato, oggi vi parlo di una delle mie strip preferite: Alley Oop.
Apparsa per la prima volta il 7 Agosto 1933 (le tavole domenicali arriveranno il 9 Settembre 1934) e creata da Vincent T. Hamlin, un ex giornalista e fotografo, appassionato di paleontologia e geologia nonchè disegnatore, Alley Oop fa parte, come Blondie, di quella cerchia ristretta di comic strips che hanno saputo resistere al corso degli anni, riuscendo ad appassionare e a coinvolgere i suoi numerosi fan (tra cui il sottoscritto), i quali ancora oggi seguono con indomita passione e curiosità le vicende del cavernicolo creato da Hamlin.
L'ambiente in cui si svolgono inizialmente le storie narrate da Hamlin è quello del regno preistorico di Moo, luogo tutt'altro che tranquillo e in cui infatti ruotano numerose avventure del protagonista, a cui il disegnatore fa affrontare (a suon di pugni e schiaffoni) avversari il più delle volte prepotenti e buzzurri che ne vogliono insidiare la fidanzata, o altri che hanno mire più alte, come quella di conquistare il reame di Moo, mettendone a rischio la pace e la tranquillità, senza dimenticare vicende più "casalinghe" che coinvolgono da vicino Alley e i comprimari della serie, in quello che appare come uno specchio fedele della società americana dell'epoca tratteggiato con fine umorismo da Hamlin.
Nel 1939 però le cose cambiano quando l'autore decide di inserire all'interno della strip la macchina del tempo del Professor Wonmug e del suo assistente Oscar Boom. Trascinato nel 20° secolo, Alley diventa grande amico dei due e loro esploratore personale nei meandri del tempo, vivendo grandiose avventure attraverso le epoche storiche più disparate, dall'antico Egitto al vecchio west, dal medioevo all'impero romano, e che in seguito coinvolgeranno la sua fidanzata Oola e, anche se in maniera minore, l'amico Foozy. I viaggi nel tempo di Alley donano alla serie, già interessante, un tratto avventuroso che Hamlin sottolinea e rafforza attraverso dialoghi mai noiosi e situazioni che creano nel lettore una curiosità che non finisce mai, grazie soprattutto alle tavole dell'autore, accurato nel descrivere con numerosi particolari le epoche e di conseguenza i luoghi che Alley si trova a visitare, mettendo in secondo piano lo scenario di Moo, a cui però il protagonista fa ritorno di tanto in tanto.
Protagonista indiscusso della serie, Alley Oop è un tipo abbastanza simpatico, molto sarcastico ma anche testardo, cosa questa che non li fa mancare mai il coraggio nelle situazioni che deve affrontare, "ricalcando il classico duro della provincia americana", come ha scritto Rinaldo Traini in un volume a lui dedicato alcuni anni fa. Dal corpo tozzo e scimmiesco, molto forte e famoso per i suoi cazzotti, vive con semplicità e disinvoltura i viaggi nel tempo che il professore e Oscar li fanno vivere quotidianamente. Quando non ha a che fare con la macchina del tempo, passa le giornate con il suo dinosauro, Dinny, suo fedele "cucciolo", e con la fidanzata Oola. Sua compagna fin dagli esordi, dolce, energica, intelligente e soprattutto bellissima, Oola è stata per molto tempo corteggiata da numerosi pretendenti, tutti ricacciati indietro dai pugni di Oop. Protagonista anche lei di numerose avventure attraverso il tempo, non fa mai mancare la sua arguzia e furbizia, anche nelle situazioni più pericolose che riesce a risolvere con una razionalità impressionante.

Foozy è invece l'amico del cuore di Oop, personaggio particolare in quanto parla sempre in rima, tanto da essere coinvolto, in alcune avventure degli anni '60, nella formazione di una band di musica beat, organizzata da un nipote del professor Wonmug. Molto saggio, è un elemento fondamentale nella vita del protagonista. Altri comprimari della striscia sono il Re Guz, sovrano di Moo e sua moglie, la regina Umpa. Sempre invischiato in problemi locali da risolvere, tra cui dispute degli abitanti e guerre dichiarate da altri stati confinanti, Re Guz è un cuore buono, anche se molte volte, facendo di testa sua (la testardaggine è un tratto distintivo dei Mooviani) non risolve molto, lasciando il più delle volte la patata bollente a Oop. Paziente e gentile è invece sua moglie Umpa, fedele sovrana e consorte sempre pronta ad aiutare il marito e soprattutto ad ascoltare i consigli degli abitanti del regno, soprattutto quelli di Oop e di Oola.
Il Gran Saggio è invece lo sciamano del villaggio. Tratteggiato in maniera negativa nei primi 35/40 anni della strip, sospettoso verso le continue assenze del protagonista (impegnato in varie epoche a sua insaputa) e sempre pronto a malefatte e a usare i suoi incantesimi e i suoi trucchi per creare problemi a Moo, negli ultimi anni è invece diventato un comprimario abbastanza positivo, in un evoluzione che ha raggiunto il suo culmine nelle strip attuali pubblicate in Usa, in quanto messo a corrente da Oop dei viaggi nel tempo e trasportato anch'esso nel 20° secolo. Un ultimo particolare da segnalare è la straordinaria somiglianza del Grande Saggio con il Professor Wonmug, che però nessuno nella striscia sembra notare. Infine ci sono il Professor Wonmug e Oscar, a cui negli ultimi anni si è unita un altra assistente, Ava.
Realizzate da Hamlin fino al 1969, le strisce di Alley Oop sono state poi continuate da Dave Graue, che già da alcuni anni affiancava la sua firma nella strip a quella del creatore della serie e che lo assisteva dal 1950. Graue scrive e disegna le avventure del cavernicolo fino al 2001, anno in cui si ritira (morendo purtroppo sei mesi dopo in un tragico incidente stradale) lasciando la serie nelle mani di Jack e Carole Bender, i quali sono riusciti a mantenere inalterato il fascino della strip, e di cui vedete qui sotto una recentissima striscia.
Seppur in maniera discontinua, Alley Oop è stato pubblicato anche in Italia in numerose riviste e volumi, che ne hanno raccolto alcune delle migliori avventure. Tra questi sono da segnalare il volume 21 della collana "L'Olimpo dei Fumetti" edito dalla Sugar Editore nel 1973, alcune ristampe edite dalla Comic Art nel 1975. A tutt'oggi però la collana "Eureka" resta quella da cercare e collezionare, in quanto nei suoi primi 100 numeri, anche se a rotazione, ha ospitato le strip di Hamlin e Graue. Da comprare infine, le ristampe recenti, a opera della ANAFI, delle primissime strip degli anni '30.
La passione del sottoscritto per le comic strips, la quale mi ha portato a creare ESU è radicata nel tempo, per questo ho deciso che da oggi, ogni venerdì, il blog per un attimo perderà la sua natura promozionale dedicata alle avventure di Max e soci per dare uno sguardo al passato e a quelle strisce che hanno fatto la storia del fumetto. Oggi si comincia con "Blondie", la prossima settimana (prima delle vacanze natalizie e quindi di una piccola pausa) si continua con la mia preferita in assoluto: Alley Oop.
Ancora oggi una delle strisce più popolari e longeve nella storia del fumetto americano, a oltre settanta anni dalla sua creazione, avvenuta il 15 Settembre 1930 per mano di Chic Young, "Blondie" ha mantenuto inalterata la sua simpatia e la sua forte vicinanza ai temi della famiglia media americana. Le scene domestiche condite di ironia e sarcasmo sono ancora oggi gli ingredienti del successo di questa striscia, divenuta una vera e propria icona popolare grazie ai circa 250 milioni di lettori in tutto il mondo e ai numerosi adattamenti per il grande schermo, la televisione e la radio.

La popolarità di questa comic strip, nota in Italia come "Blondie e Dagoberto", è dovuta anche al periodo in cui essa fu creata. La prima striscia venne alla luce quando gli Stati Uniti erano vittima della "Grande depressione" economica dovuta al crollo di Wall Street del 1929. Il grande merito di "Blondie" e del suo creatore Chic Young fu quello di descrivere con delicatezza un periodo storico così grave e di riportare il sorriso sul viso del popolo americano. Dopo la morte di Chic Young, avvenuta nel 1973, la striscia è passata nelle mani del figlio Dean e di Jim Raymond al quale si deve il definitivo aspetto grafico. In seguito si sono succeduti Stan Drake, dal 1997 Dennis Lebrun in seguito sostituito da John Marshall, che dal 2005 disegna ufficialmente la striscia per i testi di Dean Young, l'unico a comparire in calce nella strip.
L'ambiente in cui si muovono i coniugi Bumstead, Blondie e Dagwood, è principalmente quello casalingo. Da qui partono le situazioni ironiche, veri e propri sketch che ancora oggi sembrano ripercorrere quelli delle commedie slapstick degli anni'30. Il susseguirsi di irresistibili dialoghi che nascono nella tranquillità della casa, fanno sì che l'appellativo di "commedia domestica" risulti quanto mai appropriato. Quasi sempre i tormenti del povero Dagoberto, oppresso dalle insistenti richieste di denaro della moglie, o dai tentativi di quest'ultima di combattere la pigrizia del coniuge, nascono tra le mura domestiche. Tra un divano e una poltrona, in cucina o in camera da letto, quello dei Bumstead è un piccolo regno, quasi un mondo in miniatura in cui Chic Young ha costruito vicende uniche dal punto di vista comico. Assieme ai bisticci, quasi sempre innocenti, e alle discussioni dei due, la casa è anche il luogo per una sana partita a poker con i vicini, diventando il punto di partenza, nelle tavole domenicali, per avventure al limite del surreale che coinvolgono Dagoberto e finiscono quasi sempre per portare a un inevitabile confusione nel quartiere dove i due abitano. Altro scenario è quello dell'ufficio dove lavora Dagoberto, tartassato di continuo dal feroce sarcasmo del principale, il signor Dithers, in cui è chiaramente sottolineata la satira dei rapporti tra impiegati e capoufficio.
Bionda, bella, sofisticata, allegra e indipendente, all'inizio della striscia Blondie Boopadoop (questo è il curioso cognome da signorina) è una graziosa impiegata circondata da numerosi spasimanti. Dopo il matrimonio con Dagoberto, avvenuto in seguito ad alterne vicende diviene una casalinga e una moglie piccolo-borghese in tutto e per tutto. Volitiva e molto più determinata del pigro e confusionario coniuge, fanatica dello shopping, tartassa il povero marito con richieste incessanti di denaro, con cui compra pellicce, cappellini, gioielli e oggetti materiali di ogni sorta.. Sono incantevoli i contrasti e le sue discussioni con Dagoberto, in cui traspare chiaramente il forte amore che prova per il marito. Nel 1990 il personaggio ha sorpreso i lettori, entrando nel mondo del lavoro come responsabile nell'organizzazione di catering, ma rimanendo sempre la stessa, incantevole e spendacciona signora Bumstead.
Dagwood (Dagoberto) appare come figlio di una famiglia facoltosa, la quale era contraria al suo fidanzamento e conseguente matrimonio con Blondie, ritenuta un'arrampicatrice sociale non all'altezza del loro rango. Dopo uno sciopero della fame durato esattamente 28 giorni, 7 ore, 8 minuti e 22 secondi per costringere i genitori a ritirare il veto, si sposa con l'amata il 17 Febbraio 1933. Perdendo l'eredità si deve adattare a trovare un lavoro. Le relazioni tra Dag e Blondie nascono così da un conflitto sociale camuffato nell'ennesima versione di Giulietta e Romeo. Da lì in poi, il fatto che Dagoberto provenisse da una famiglia ricca si è perso per strada e la sua caratterizzazione è divenuta quella di un impiegato un po' pigro, vittima sacrificale nell'impianto costruito da Young, le cui giornate passano tra le continue richieste di denaro di Blondie mentre è intento a leggere il giornale, o con la sua leggendaria pennichella quotidiana sul divano, anch'essa perennemente disturbata dalla consorte. Il suo grande amore, oltre a Blondie, è il cibo, numerosi e indimenticabili sono i suoi spuntini, che hanno l'aspetto di enormi e appetitosi panini. Quotidiane sono le sfide contro i venditori che bussano alla porta di casa e usano qualsiasi mezzo per entrare, e con il capoufficio, il collerico signor Dithers, di cui sopporta con grande forza qualsiasi sarcastica osservazione..

Cookie e Alexander sono i figli adolescenti dei Bumstead, rassomiglianti moltissimo ai genitori. Con il passare degli anni sono cresciuti, fino poi a scomparire quasi del tutto. Alexander è apparso come neonato chiamato con il nomignolo "Baby Dumpling" (più o meno equivalente a "Cicciolotto"). In seguito è stato ribattezzato in omaggio al famoso cartoonist Alex Raymond. I due bimbi li vediamo crescere sino a raggiungere l'adolescenza, poi l'orologio della strip si ferma di nuovo, per sempre. Dopo la morte di Chic Young il figlio Dean li ha poi fatti ricomparire in pianta stabile all'interno della striscia. La bella Cookie (in Italia nota come Kiki) tipica teen-ager americana, è una studentessa di liceo e membro delle cheerleaders, mentre Alexander, anch'esso studente, è un giocatore della squadra di football della propria scuola. Il cane di famiglia Daisy, a differenza di numerosi colleghi animali di altre celebri comic-strip, non parla, anche se le sue espressioni nell'osservare le vicende che coinvolgono i suoi padroni dicono tutto. Con il passare degli anni accanto a Daisy sono comparsi numerosi cuccioli, tutti perfettamente uguali alla madre, e insieme a lei muti testimoni delle simpatiche vicissitudini di casa Bumstead.
Il postino Mr. Beasley è da anni il primo incontro, o forse sarebbe meglio dire scontro, che compie Dagoberto mentre esce di casa per recarsi al lavoro. Complice il ritardo di quest'ultimo, Mr. Beasley incappa ormai quotidianamente contro Dagoberto, il quale manda sempre all'aria le lettere che il poveraccio deve consegnare. Ha più fortuna con Blondie, con cui si ferma a fare quattro chiacchiere chiuse sempre con una battuta. Elmo Tuttle è invece un bambino che da anni ormai scorrazza nelle vicinanze di casa Bumstead, prendendo quasi sempre di mira Dagoberto, il quale lo osserva quasi sempre con curiosità.
Fondatore della J.C. Dithers Company e irascibile capoufficio del povero Dagoberto, sempre con un sigaro in bocca, Julius Dithers è uno dei comprimari migliori creati da Young. Cinico e sarcastico,il suo obiettivo giornaliero è quello di perseguitare Dag, vittima predestinata. L'unica persona a tenergli testa, la sola di cui ha paura, è sua moglie Cora, forse la vera ragione della perenne irascibilità. Esercita un perenne controllo sul marito, su cui in ogni situazione scaglia la violenza del suo onnipresente ombrello. Amica dei Bumstead, esce molte volte con Blondie, con cui esercita la passione per lo shopping. Herb e Tootsie Woodley sono i vicini di casa e migliori amici rispettivamente di Dagoberto e Blondie, di cui Tootsie (Titti in Italia) è anche socia in affari. I Woodley sono quasi sempre ospiti a casa dei Bumstead, solitamente per alcune partite di poker.
Solo da un paio di anni è attivo il sito ufficiale www.blondie.com, in cui si possono trovare numerose informazioni sulla striscia, la biografia degli autori , oltre alla pubblicazione online delle strip che appaiono attualmente sui quotidiani statunitensi grazie al King Features Syndicate, che da alcuni anni purtroppo non permette più di leggere le strip "a gratis".
In Italia la striscia è apparsa con discontinuità su diverse riviste tra cui "Il Mago" negli anni '70. Il vero pezzo da collezionisti è l'ormai introvabile Oscar Mondadori con la prefazione di Oreste Del Buono mentre recentissima è la ristampa in un elegante edizione cartonata, da parte delle Edizioni IF, delle strip targate anni '30 della coppia e disegnate da Chic Young. Imperdibile inoltre una vhs contenente un cartoon celebrativo andato in onda negli anni '90 ed edito dalla Avo Film.